Eventi
NUOVO CINEMA AQUILA
Venerdi' 8 avril
Incontro con Enrico Ghezzi e Roberto Turigliatto dopo la proiezione di Film socialisme (20.00).
Incontro con Jean-Claude Rousseau dopo la proiezione di De son appartement (ore 22.30).
Sabato 9 avril:
Incontro con Mathieu Amalric dopo la proiezione di Tournée (ore 20.00) e di Mange ta soupe (ore 22.30).
Domenica 10 aprile
Incontro con Jean-Claude Rousseau dopo la proiezione di O Somma luce di J.-M. Straub e D. Huillet.
Incontro con Mathieu Amalric dopo la proiezione di Le Stade de Wimbledon (22.30)
IL KINO "Nella Fabbrica della mia testa"
Sabato 9 aprile, Ore 17.00 : Mathieu Amalric e la "Fabbrica" di Tournée
Domenica 10 aprile, Ore 17.00 : Jean-Claude Rousseau : Da "Jeune femme à sa fenêtre lisant une lettre" a "De son appartement".
"La Fabrique dans ma tête" secondo Hippolyte Girardot, ospite "sorpresa" del festival.
Mio padre, oggi in pensione, faceva l’architetto. Diverse volte, quando ero studente alla Scuola di Arti Decorative, mi aveva chiesto di lavorare nel suo studio su differenti progetti. Anche se l’insegnamento nella mia scuola allora era abbastanza all’avanguardia e originale, mi sono reso conto con gli anni che quello a cui facevo più riferimento, tanto nei miei pensieri come nelle mie scelte e nel mio agire come artista , era quello che avevo sentito, visto, osservato, nel laboratorio di mio padre. Per non parlare dell’impatto che avevano su di me le conversazioni dei suoi associati, le loro osservazioni in loco sui cantieri, i particolari indicati, a volte col dito, in un quadro di Paul Klee, l’ascolto di un pezzo jazz scomposto, le riflessioni ispirate dai sociologhi dell’epoca, ecc. Tutte questi accessi periferici portavano al progetto del momento. E se qualcuno avesse potuto conoscere queste fonti, avrebbe visto l’edificio in un modo diverso.
L’idea de « Il Laboratorio della mia testa » nasce da questi ricordi. Ho l’impressione di aver imparato di più durante queste passeggiate, questi salti sorprendenti tra la tecnica e il poetico, l’empirico e l’analitico, che durante gli insegnamenti didattici ricevuti alla Scuola. Diverse volte, incrociando dei registi, avrei voluto chiedere loro come « si era fatta » questa o quella sequenza, non tanto da un punto di vista tecnico, quanto da un punto di vista pragmatico. Com’era l’attrice? Avete scelto il vestito insieme? La scena è stata in parte improvvisata? In quale punto? Perchè scegliere quella presa? Qual’è la vostra scelta in quel momento sul personaggio ? Quello che noi vediamo è un eco di un’altra scena vista anni prima? Quale? Perchè? ecc.
Avevo l’impressione che avremmo potuto trarne un doppio beneficio. Io soddisfacendo una curiosità che mi avrebbe obbligato allora a riflettere a che cos’era la regia; e il mio interlocutore scoprendo magari degli aspetti del proprio lavoro.
In effetti quando La Primavera mi ha invitato l’anno scorso mi sono reso conto che spesso avrei preferito rispondere alle domande mostrando dei pezzi di film, inseriti nel montaggio finale o meno, di prove, oppure leggendo un testo che mi aveva ispirato, facendo vedere degli schizzi, dei disegni, facendo ascoltare delle musiche che non si sentono nel film ma che sentivamo sul set, piuttosto che provando a tradurre i miei sentimenti in una prosa più o meno ispirata. Ero frustrato e ce l’avevo con me stesso perchè non ci avevo pensato prima. Da qui è nata quest’idea di domandare ai Grandi Invitati della Primavera di aprirci per un film o più d’uno « l’Atelier della loro Testa ».
Personalmente sono molto felice che sia Mathieu Almaric, autore di questo « Tournée » splendido, vivo come un pesce, musicale come il petto di una cantante, teso e disteso come una pianta della jungla, il primo ospite.
Buona fortuna e fraternité.
H. Girardot
Aprile 2011












