Regia: Eric Rohmer; interpreti: Andy Gillet (Celadon), Stéphanie de Crayencour (Astrea), Cécile Cassel (Leonida). Origine: Francia, Italia, Spagna. Anno: 2006. Durata : 109 mn.
Per un malinteso, Céladon perde la fiducia della bella pastorella Astrea. Avrà modo di dar prova della propria virtù, autoinfliggendosi un castigo tanto puro quanto tenuto segreto, almeno fino a che...
Rohmer adatta l’Astrée di Honoré d’Urfé, di cui sposa il punto di vista seicentesco, ingenuità comprese. Agli anacronismi dell’arcadia, il cineasta non esita ad aggiungere i suoi, fedele all’idea che sia eticamente inaccettabile rappresentare una realtà storica se non imbottigliando una finzione dentro un’altra. L’arte di Rohmer è perfetta perché sempre in attesa di trovarsi. Il suo ultimo, sorprendente, film alterna il rigore di una discussione sul concetto di amore, allo s
pirito gaio di Luciano Emmer, all’erotica del polpaccio, della tunica e della frasca di Straub e Huillet. Celadon(e) somiglia come una goccia d’acqua al Tadzio della Morte a Venezia – e l’imprevedibile impazzimento degli ultimi cinque minuti fa sospettare che non sia un caso.