Regia: Pierre Creton; interpreti: Jean-François Plouard, Cécile Raynal, Pierre Creton, Gli allevatori del settore 545. Origine: Francia. Anno: 2004. Durata : 110 mn.
« Né contadino né cineasta»
Il « settore 545 » designa nel pays de Caux i limiti nei quali Pierre Creton, agronomo del controllo caseario, esercita la sua attività presso gli allevatori che lo chiamano. Occupando dunque al tempo stesso il posto di attore e di testimone, l'operaio cineasta registra il momento di una vita rurale lontanissima dai cliché pittoreschi. Seguendo il filo di questi appuntamenti regolari, delle relazioni si instaurano e Pierre Creton trova il coraggio di porre alcune domande, in particolare : tra l'uomo e l'animale, qual'è la differenza ?
Al progetto documentario si aggiunge una parte di finzione : il padrone di Creton diventa un personaggio enigmatico, che legge Kierkegaard e posa per un'amica scultrice. Tessendo le fila di realtà e finzione, Settore 545 passa agilmente di palo in frasca, dal lavoro degli allevatori a quello dell'artista, in una mediazione dagli accenti surrealisti sulla solitudine tra gli uomini e le bestie, la tenerezza e la crudeltà che li legano, il loro abitare comune sulla terra
« Ho ricevuto un'educazione religiosa di cui ho dimenticato tutto se non la sua sconcertante povertà. Immagine tuttavia di conservarne l'impronta che riemerge forse in questo film : il carattere carnale, la compassione. Kafka scrive a Janouck : La poesia tenderebbe dunque alla religione ? Risposta : La religione no, ma la preghiera sicuramente – e opponendo la religione alla letteratura aggiunge – La letteratura si sforza di mettere le cose in una luce gradevole ; il poeta è costretto ad elevarle al regno della verità, della purezza e della durata... Per parte mia direi del cinema : mettere la vita in una luce particolare, fino all'ispirazione, e forse alla grazia. » (Pierre Creton)