Invitati
Sono ospiti del nostro festival:
*Hippolyte Girardot
Hippolyte Girardot è nato il 10 ottobre 1955 a Boulogne-Bilancourt, Hauts-de-Saine (Francia).
Bambino solitario, Hippolyte Girardot sembra esser destinato alla carriera di disegnatore. Sognava di lavorare come direttore artistico sui palcoscenici del cinema e si presentò, con successo, al concorso di decorazioni artistiche. E’ in questa occasione che gli proposero di realizzare una serie di cortometraggi con adolescenti di periferia nell’ambito di un laboratorio cinematografico. Inizia la sua carriera cinematografica ne “La femme de Jean” di Yannick Bellon ma ancora non considera di diventare un attore e svolge piccoli lavori in altri campi. E’ nel 1983 che Hippolyte Girardot decide di dedicare la sua vita al cinema durante le riprese di “Destin de Juliette” di Aline Issermann. La sua consacrazione sarà nel 1990 con “Un monde sans pitié”di Eric Rochant: tutta una generazione di riconosce nel suo personaggio di Hippo, fannullone ironico e benevolo. Il suo percorso professionale continua con altri successi: è un fotografo preso in ostaggio in Libano nel film “Hors de vie” di Maroun Bagdadi; diventa attore comico nelle “Confessions d’un barjo” e in “Vive la republique!” (1997). Dopo qualche anno di assenza, Girardot ritorna sul grande schermo con “Le tango des Rashevski” (2003). Inizia la sua collaborazione con la famiglia Desplechin nei film “Léo en jouant ”Dans la compagnie des hommes”, “Rois et reine”e “Un conte de Noël” con Anne Consigny. Diventa allora un attore molto richiesto e iniziano per lui collaborazioni internazionali con il cinema inglese in “Lady Chatterley” (2006) e quello italiano in “Caos calmo” (2008) con Nanni Moretti. Nel 2009 passa dall’altra parte della cinepresa presentando il film “Yuki et Nina” realizzato con il regista giapponese Nobuhiro Suwa.
*Anne Consigny
Anne Consigny è nata il 25 maggio 1963 a Alençon, Orne (Francia). Figlia dell’alto funzionario Pierre Consigny, già da piccola ha manifestato il desiderio di diventare attrice. A nove anni sale sul palco in “Soulier de satin” di Jean Louis Barrault. Recita a fianco di Peter Brook e a 18 anni viene ammessa alla Comédie-Française. Dopo una prima apparizione sullo schermo nel 1981 nel film realizzato dallo stilista Kenzo, nel 1984 la troviamo nell’adattamento cinematografico “Le Soulier de satin” di Manoel de Oliveira. Dopo questa bella esperienza, tuttavia l’attrice non riceverà altre proposte cinematografiche. Ottiene qualche ruolo a teatro ma, arrivata alla trentina, considera di abbandonare le scene e riprendere i suoi studi in legge. Anne Consigny dovrà attendere l’inizio del 2000 per ritrovare i set cinematografici. Nel 2003 recita in “Léo en jouant” di Arnaud Desplechin. E’ grazie all’inatteso successo di “Je ne suis pas là pour être aimé” che viene scoperta dal grande pubblico: timida partner nel ballo di Patrick Chesnais, ottiene la nomination al César come migliore attrice. La discreta Anne Consigny arriva alla notorietà: è moglie di Benoît Poelvoorde in “Du jour au landemain”, presidente della repubblica sul piccolo schermo ne “L’Etat de grâce”. Dietro la dolcezza dei suoi tratti si nasconde un animo tormentato come dimostrano i personaggi da lei rappresentati in “Le grand alibi” e “Coupable”. Desplechin le assegna il ruolo di Elizabeth, la sorella logorata dal risentimento, in “Un conte de Noël” (2008). La Consigny ama lavorare sia con i registi d’autore come Alain Resnais in “Les herbes folles”, sia per le grandi produzioni come “Mesrine” di Largo Winch che in commedie popolari come “La première étoile” o “Bambou”.
*Pierre Creton
Pierre Creton è artista plastico, regista e agricoltore, vive e lavora a Vattetot-sur-mer (Seine Marittime). In seguito ai suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Le Havre, decide di restare nel paesino di Caux e di diventare agricoltore. La scelta di una professione considerata misera rivela la sua volontà di “vivere la vita come viene”. Apicoltore, orticoltore, lavoratore stagionale in un’azienda di indivie, addetto al controllo del peso in un’azienda di latticini, vaccaio: sono questi i mestieri esercitati durante il susseguirsi di contratti e licenziamenti. La matrice dei suoi film nasce da ogni esperienza che lui fa. Così, La Saison, riflette la sottomissione esercitata nei confronti del suo capo e amico Yves Edouard durante il periodo del suo contratto all’azienda di indivie. Persiste tuttavia un parallelo con la fiction che, sceneggiata, si mostrava come una sorta di ossessione rispetto al problema del realistico. Così in Secteur 545, si può cogliere il frutto di due cammini: fare un documentario sul mondo rurale contemporaneo e testimoniare il lavoro quotidiano nell’ambito di una contaminazione con una fiction sceneggiata.
*Vincent Barré
Vincent Barré è scultore. Vive e lavora a Parigi e a St Firmin-des-Bois (Loiret). Le sue opere sono essenzialmente astratte e create con materiali pesanti – ferro e bronzo fuso. Realizza regolarmente delle mostre in cui il contesto è un elemento fondamentale. (1999-2001) CORPUS a Bearne, Amiens, Poitiers, Orléans; (2003-2005) DETOUR a Quincy, Bayonne, Tourcoing. In quanto professore al dipartimento Scultura/mise en espace alla Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi, inizia dei progetti destinati ai giovani artisti messi di fronte a situazioni urbane, né istituzionali né occidentali, dall’Ile-de-France alla metropoli di Bombay. La sua formazione di architetto e poi di scultore l’ha portato a viaggiare negli Stati Uniti, in Europa, in Asia. E’ stato spesso in India e sulle alte valli dell’Himalaya (1970 - 1976/78 – 1989 – 1995 – 2000 – 2001 – 2002 – 2004) ed ha collaborato con il laboratorio, “Milieu et Société en Himalaya” al C.N.R.S.
*Jean-Marie Larrieu
I fratelli Larrieu si appassionano molto presto al cinema. Il loro nonno aveva l’abitudine di girare film in 16mm sugli Alti Pirenei. Durante l’adolescenza i due realizzatori cominciano a filmare in super-8. Jean-Marie Larrieu partecipa al concorso della Fémis e inizia gli studi di letterature e filosofia. I due fratelli filmano numerosi cortometraggi a partire dagli anni ’80 tra cui “Temps couvert” (1988), “Les baigneurs” e “Ce jour-là” nel 1992. Impiegano due anni per la sceneggiatura del loro primo lungometraggio “Fin d’été”. Ne “La brache de Roland” mettono in scena Mathieu Amalric. Nel 2001 firmano il cortometraggio “Madonna à Lourdes” poi “Un homme, un vrai”. I fratelli Larrieu girano nel 2004 “Peindre ou faire l’amour”, il loro secondo lungometraggio.
*Aldo Tassone
Critico cinematografico, Aldo Tassone collabora al quotidiano La Repubblica. Ha curato per più di venti anni il Festival del cinema francese di Firenze "France Cinéma". Aldo Tassone è anche autore di numerosi libri su registi che ha conosciuto o di cui ne è stato amico (Kurosawa, Antonioni, Truffaut, Autant-Lara, Costa-Gavras, Duvivier, Francesco Rosi, Maurice Pialat) e sulla "Nouvelle Vague" (Que reste-t-il de la Nouvelle Vague?")
*Wax Tailor
Dopo “Tales of the forgotten melodies” che lo ha consacrato rivelazione dell’anno 2005, Wax Tailor pubblica nella primavera 2007 “Hope &Sorrow”. Riconosciuto da molti come uno dei dischi di maggior rilievo del 2007, l’album ha già venduto 50 000 copie in Francia, è stato ampiamente apprezzato dalla stampa e dalle stazioni radiofoniche (France Inter, Radio Nova, Iastar, Ferarock,…) ricevendo anche una nomination ai Victories de la Music e ai US indie Music awards. In seguito registra “Seize the day” tema principale di “Paris” di Cédric Klapisch e termina, insieme ai suoi musicisti, la tournée 2007-2008 con circa 200 date in tutto il mondo.










