La programmazione alla villa Medici
Un posto sulla terra : il cinema di Pierre Creton
Retrospettiva a cura di Cyril Neyrat
Da dieci anni, Pierre Creton costruisce una delle opere più importanti del cinema francese contemporaneo. Ma attenzione a parlare di un opera « maggiore », i suoi film infatti rifiutano il prestigio della grande forma ; essi devono la loro bellezza al lavoro di una materia a priori minore, quotidiana : il prossimo, il quotidiano, le variazioni infinitesimali del tempo che fa, del tempo che passa, delle emozioni. Degli uomini, dei fiori, delle case, degli animali : lo sguardo di Creton cerca la lontananza nella vicinanza, l'estraneità nel cuore di ciò che è familiare.
Finzioni, documentari, saggi... il suo cinema rifugge le categorie, si libera dai generi per inventare un lirismo senza confini ; per prima cosa quelli di una vita, di una maniera d'essere e di abitare il mondo. Troppo spesso il cinema appare come un territorio separato dalla vita, dal suo tempo, dal suo ritmo, dal tragico e dal comico quotidiani. Pierre Creton ha preso partito dalla leggerezza del digitale DV per avvicinare il cinema alla vita – alla propria vita. Filmare come si scrive, come si disegna. Solo o in compagnia di amici. Utilizzare il bianco e nero del digitale « come la grafite di una matita ». Nessun ricatto all'intimità : in Secteur 545, Creton fa dire al proprio personaggio una frase di Pessoa che lo definisce : « Ho scolpito la mia vita come una statua, fatta di una materia estranea al mio essere. »
Pierre Creton vive e lavora in Normandia, nel Pays-de-Caux dove è nato e ha passato l'infanzia. Operaio agricolo e cineasta, vaccaro ed artista, apicultore, produttore di sidro e di film. Vivere e lavorare in questo equilibrio, vuol dire altro avere una preoccupazione fondamentale : l'abitare. Come si abita il mondo ? A quali condizioni un mondo è abitabile ? Che cosa vuol dire abitare ? Pierre Creton, non si comporta come un proprietario, come chi si assicura un posto. Nel 2003, aveva intitolato una serie di disegni-foto di case : « Abitare, la vita vera è assente ». La « vita vera » (nel senso di Rimbaud), è avvicinabile a patto di pensare insieme «l'abitare» e «l'essere assente». Abitare un luogo, non è essere presenti, ma scomparire e far posto all'assenza di colui o di colei che ci hanno preceduto. In quest'assenza, questo scarto di tempo, la casa può diventare un luogo dell'immaginazione. La sopravvivenza e la sovrimpressione si fanno strada tra i muri del tempo e del ricordo. Abitare vuol dire vivere in mezzo alle trappole, attento agli spettri, alle lucciole, ai segni intangibili, a tutto quello che aumenta la tonalità del quotidiano di un diesis poetico. Vuol dire anche annodare il presente con il passato, la realtà con i fantasmi, la terra e i compagni che ci si è scelti insieme con i libri, i film che compongono il paesaggio interiore dell'uomo : Proust, Blanchot, Duras, Straub, Pavese, Bataille.
Dal 2004, il FID (Festival Internazionale del Documentario di Marsiglia) ha mostrato tutti i film di Pierre Creton. Nel 2008, L'Heure du Berger a vinto il Gran premio della competizione francese. Questo riconoscimento ha permesso ai film di viaggiare in numerosi festival internazionali (Vienna, Torino...) Non erano ancora mai stati mostrati a Roma. Questa retrospettiva presenta una vista d'insieme di un'opera al tempo stesso stellare e riservata, tenuta insieme dalla rara coerenza di una sensibilità senza esempi esterni. Film realizzati da solo o con Vincent Barre, film del Pays-de-Caux e film di viaggi (Isole Shetland, Himalaya), ritratti dei viventi e dei morti, studio dei luoghi.
In complemento e in controcampo, sarà presentato Le Temps des grâces, splendido documentario di Dominique Marchais, selezionato nel 2009 in numerosi festival e uscito nelle sale francesi nel febbraio del 2010. Si tratta di un tutt'altro sguardo sul mondo agricolo. Attraverso il confronto di parola e paesaggio. Marchais mostra uno stato di cose preoccupante, ma privo di nostalgia ; ci porta al di là del tema dell'agricoltura in Francia e verso la questione degli spazi, del cibo, della natura che vogliamo. Un'altra maniera di porre la questione dell'abitare.
| 19:00 | Secteur 545 | Pierre Creton |
| 21:00 | Paysage imposé | Pierre Creton |
| 21:00 | Le paysage pour témoin, rencontre avec Georges-Arthur Goldschmidt | Pierre Creton |
| 19:00 | Maniquerville | Pierre Creton |
| 21:00 | Détour – Jovan from Foula | Pierre Creton et Vincent Barré |
| 21:00 | L'Arc d'Iris | Pierre Creton et Vincent Barré |
| 21:00 | Aline Cézanne | Pierre Creton et Vincent Barré |
| 19:00 | L'heure du berger | Pierre Creton |
| 19:00 | Papa, maman, Perret et moi. Un appartement pour témoin | Pierre Creton |
| 21:00 | Le temps des grâces | Dominique Marchais |
Villa Medici...
Villa Medici è il complesso architettonico che si erge sulla collina del Pincio, accanto a Trinità dei Monti. Edificio storico che risale all’epoca romana, è stato la sede degli ambasciatori del Granducato di Toscana alla corte papale nel periodo rinascimentale. Caduto il ducato dei Medici, la villa passò ai Lorena. Durante l’età napoleonica la villa pervenne a Napoleone Bonaparte che ne prese possesso nel 1803 e vi trasferì l’Académie de France à Rome. Dal 2000 l’Accademia di Francia ha intensificato la propria presenza nel panorama culturale romano, localizzando a Villa Medici importanti mostre ed eventi culturali.
Come arrivare a Villa Medici:
Piazza della Trinità dei Monti, 1
00187 Roma










